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UNITI – quando il canto sincronizza i battiti

uniti

Un grande maestro, molti anni fa, diceva che ovunque due o più fossero uniti nel suo nome, lui sarebbe stato lì con loro ed avrebbe realizzato ogni loro desiderio di amore e di pace.

Questa sera, alla presentazione del libro “Suoni, Tempi e Ritmi nella relazione di cura” del Dott. Mario degli Stefani presso IBS Il Libraccio (PD), parlando di musicoterapia, psichiatria e dintorni, il Prof. Francesco Facchin del conservatorio Pollini di Padova ci ha raccontato di una recentissima ricerca secondo cui il canto corale sincronizza il ritmo cardiaco. In alcune tradizioni corali del passato, addirittura, le persone cantavano tenendosi per mano, o meglio, per il polso. Questi monaci, con la pratica, arrivavano a sincronizzare perfettamente e rapidamente il loro battito cardiaco attraverso il canto, ed era la pulsazione stessa a scandire il tempo della musica.

La suddetta ricerca, descritta bene ed in parole semplici a questo link (compresa la bibliografia), confermerebbe quanto già osservato empiricamente da culture antiche anche molto lontane tra loro: i cuori delle persone che cantano insieme tendono a sincronizzarsi, in modo particolare se si tratta di mantra o di humming. Questa conferma da parte del mondo scientifico, non fa altro che rafforzare l’evidenza empirica della potenza del canto e della musica come forza di unità e di guarigione.

Tornando al maestro di Nazareth che parlava di essere uniti, permettetemi questa riflessione, che vale per i non credenti come per i credenti (ad entrambi chiedo un piccolo sforzo di apertura e di pazienza).

Mt 18, 19-20 dice:

19 In verità vi dico ancora: se due di voi sopra la terra si accorderanno per domandare qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli ve la concederà. 20 Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro».

I versetti 19 e 20 riassumono e completano ciò di cui si parla nella suddetta ricerca: per realizzare i loro desideri alcune persone si accordano, cioè sincronizzano il battito del loro cuore. Come fanno? Qual’è il modo più efficace secondo la scrittura? Nel nome di Gesù. Cioè? Che cosa significa? Significa che bisogna mettersi a dire “Signore! Signore!” e sperare in un intervento magico/religioso? Probabilmente no. La scrittura non a caso specifica sopra la terra, sottolineando la dimensione prettamente fisica, materiale, più che mentale o spirituale. Nel nome di Gesù significa quindi attraverso la fisica del suono, nel canto, nel verbo, nel logos, nella vibrazione che era in principio, attraverso cui tutte le cose sono state fatte e senza la quale nulla è stato fatto (Gv,1). Come ricordava questa sera il Prof. Alberto Schön, ogni cosmogonia identifica universalmente nel suono l’origine di ogni cosa che esiste. Per qualcuno questo suono passa sotto il nome di Dio, per gli egiziani era Mui (splendore-ruggito), per la mistica indiana Svara (suono-luce),per i sapienti di oggi si chiama Big Bang…

Quindi, ricapitolando, in questi versetti io leggo “quando alcune persone si riuniscono e cantano/suonano, il loro battito cardiaco si sincronizza, ed in questo momento di unità/risonanza è l’universo stesso a concedere loro ciò che più desiderano”.

Le implicazioni terapeutiche possono essere moltissime, e sta ai clinici ed ai ricercatori sperimentare quali suoni e quali canti possano aiutare per risonanza chi è in difficoltà. Più in generale, a prescindere dall’ambito strettamente clinico, questi versetti si possono leggere anche “al contrario”, come ogni buona relazione biunivoca, ed ecco la mia provocazione:

se siamo così divisi in noi e tra noi, come individui e come umanità, forse è perché non cantiamo abbastanza, o forse perché non abbiamo ancora imparato che cosa significhi cantare insieme.

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  1. […] proposito di unità, ecco cosa succede al ritmo cardiaco quando si canta con altre persone. Qui sotto invece il video di quella che secondo moltissimi è stata la miglior performance rock di […]

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